Roberto Magnani / Teatro delle Albe

Malpelo – Secondo scavo

22-23-24 agosto 2025

H. dalle 17:30

Giardino di Gualdo, luogo agreste

teatro

Prima Nazionale

Malpelo – Secondo scavo

ideazione Roberto Magnani
testi Lanfranco Vicari aka Moder
in scena Roberto Magnani
occhio esterno Marco Sciotto
produzione Albe / Ravenna Teatro

Per noi che siamo fatti per vivere sottoterra, – pensava Malpelo, – dovrebbe essere buio sempre e da per tutto.


«Il mondo di “sotterra” è il “laberinto” dove vagano i morti e dove lo aspetta il padre, chiamato “inutilmente” dalle “strida disperate dei figli”. (…) La “sciara nera e desolata, sporca di ginestre riarse” è il luogo cosmico in cui il labirinto del mondo di sotto si rende visibile, pronto a ingoiare chiunque nel suo “buco nero”. La simbologia luministica che per millenni ha espresso la presenza divina, la salvezza, il bene, la verità, mentre il buio e le tenebre raffiguravano il male, la colpa, l’errore, si rovescia radicalmente. L’unica verità qui appartiene al buio e coincide col buio, ogni luce è menzogna. Malpelo è destinato rapidamente a morire perché appartiene al buio accecante della verità, ne è inseparabile, ma prima di separarsi da noi Malpelo deve trasmetterci la sua verità. Egli ha qualcosa da dirci, e non sono solo parole, sono cose, eventi, pezzi di mondo che ci cadono addosso e di cui lui è testimonianza vivente».

Prendendo le mosse dalle riflessioni che il filosofo Giuseppe Fornari ha dedicato a Rosso Malpelo, intendo dare vita a un secondo e ulteriore “scavo” nel fondo del capolavoro di Giovanni Verga, racchiuso tra le novelle di Vita dei campi. Un’indagine alla base della quale risiede la domanda: «Esiste la verità in teatro?». Inestricabile, labirintico quesito nel cuore del quale tenterò, appunto, di addentrarmi proprio attraverso la figura di Malpelo.  

Roberto Magnani si avvicina giovanissimo al Teatro delle Albe partecipando alla non-scuola. Nel 1998 viene scelto per interpretare uno dei dodici palotini nello spettacolo I Polacchi, testo e regia di Marco Martinelli, ispirato all’Ubu re di Alfred Jarry. Lo spettacolo raccoglie un successo internazionale. Dopo I Polacchi entra a far parte stabilmente del Teatro delle Albe e lavora in tutti gli spettacoli successivi. Nel 2018 è attore e regista di MACBETTO o la chimica della Materia, a partire dall’opera di Giovanni Testori. In collaborazione con Masque teatro e Menoventi.