Mara Oscar Cassiani
SPIRIT
22-23-24 agosto 2025
H. dalle 17:30
Giardino di Gualdo, luogo agreste
performance

concept and development: Mara Oscar Cassiani
performing act: Mara Oscar Cassiani
assistant: Matteo Ascani
main costume featured by Franco Sale, mascheraio dei mamuthones di Mamoiada
install and costumes in collaboration with: Franco Sale, Michela Vacca sartoria Mamoiada, Desacrè sartoria Nuoro.
tshirts, caps, logo and install project: MOC
supported by: Progetto Muse, Compagnia B, Super Bubble, Regione Autonoma della Sardegna, Mibact, Cesp e Lariso
Premio Digitalive 2019, RomaEuropa Festival
Solo techno vernacolare.
Maschere vernacolari incontrano nuove maschere generazionali.
Molte culture identitarie si estinguono, cristallizzate nella forma del passato. Le nuove generazioni, sradicate, producono nuove culture di appartenenza, generando riti che travalicano le frontiere territoriali. Gli avatar, i ravehearts, lo spirit core; i nuovi spiriti, archetipi sopravvissuti al capitalismo, nati dalla condivisione di lingue e idee, il genere fluido che si appropria del simboli maschili convivono nello stesso spazio.
Archetipi comuni riaffiorano in diversi punti del pianeta, nel web, nella cultura manga, nel digital folklore, legando le nuove generazioni in una comune esigenza di ontologica ritualità, nella ricerca di una comune matrice primaria fisica e spirituale.
In Spirit i numi tutelari post digitali riemergono attraverso il costume e incontrano i riti e le nuove istanze del presente.
La digital performance artist e coreografa Mara Oscar Cassiani ha sviluppato il suo lavoro SPIRIT in Sardegna, dove, insieme all’artista folkloristico locale Franco Sale, ha combinato i rituali tradizionali con la cultura del rave e il mondo visivo dei club e degli avatar di fine anni ’90.
Mara Oscar Cassiani è un’artista visiva wifi based, attiva in Italia e all’estero, che lavora nel campo della performance, della coreografia, dei linguaggi digitali e del ritual clubbing. La sua ricerca è incentrata sulla creazione di un immaginario contemporaneo, in cui le nuove grammatiche e i rituali sono mutuati dal mondo di internet, dalle sottoculture, dagli avatars e dall’immaginario del brutal capitalismo. Il rapporto che intrattiene con il pubblico, in una dimensione allargata – sia live che mediata – viene esplorato, attraverso questi immaginari visivi techno archetipici, in allestimenti performati open space e live streaming. Un flusso di immagini, un melting pot tra estratti di pop, folklore rituale, folklore digitale e del linguaggio commerciale che restituisce un’istantanea globale, un “fast food visivo” tra kitsch, cruda ritualità e apocalisse.

