Massimo Filippi
Una specie di performance
8 novembre 2025
H. 21:00
Teatro Félix Guattari
incontro

La struttura sociale egemonica è regolata da dicotomie gerarchizzanti (uomo/donna, bianco/non-bianco, etero/omo ecc.), la cui prestazione principale è quella di universalizzare il primo termine, materializzandolo come incorporeo, e di animalizzare il secondo, smaterializzandolo per mezzo di iper-somatizzazioni. Il bianco o l’etero, insomma, è l’Uomo propriamente detto che si dà consistenza escludendo (tramite appropriazione) e appropriandosi (tramite esclusione) di quanto fa ricadere, come soma animale, ai margini del “proprio”.
Il lavoro di scavo volto a mettere in stato di arresto le lame sezionanti dei sistemi normativi non può pertanto continuare a eludere la decostruzione della categoria di specie, basata sulla dicotomia Umano/Animale. È il “proprio della specie” ciò che permette, occultandosi dietro una cortina di naturalità, l’incessante lavorio dei dispositivi naturalizzanti di smembramento dei corpi.
Alla pervasività delle norme e dei dispositivi di animalizzazione si oppone il divenire-animale, la rivendicazione politica dell’improprio, la linea di fuga dalle passioni tristi legate al vedere della specie verso la potenza trasformativa dei gioiosi assemblaggi materiali e performativi dell’oscura tattilità del ri-membrare.
La specie è un performativo politico, volto a separare i corpi che contano dai corpi che si contano. L’incontro metterà in scena una specie di performance per mostrare l’osceno della performance di specie. Dopo un’overture, che ci riporterà al 3 novembre 1957, attraverseremo quattro movimenti: 1. Insensibile dicibile (Animale, che parola!); 2. Insensibile indicibile (norma di specie); 3. Sensibile indicibile (proprietà privata) e 4. Sensibile dicibile (divenire-animale). Chiuderemo provando a percorrere un’altra orbita ancora.
Massimo Filippi Autore di più di 20 volumi di filosofia politica, più recentemente ha pubblicato due sillogi poetiche Diario di un anno (Meltemi 2024, finalista Premio Majella) e Spettri domestici (Calibano 2025) e il docu-romanzo Laika, forse (Ortica 2026). Collabora con il manifesto e Dinamopress. Ha curato diversi fascicoli monografici di aut aut, tra cui La filosofia davanti al massacro degli animali (401/2024).

