1997

quarta edizione

Bertinoro

28 luglio – 3 agosto

Lo spazio è il punto di sutura tra il senso e il dominio dell’azione, ma, ancor più nettamente, è la dimensione in cui si incontrano l’eredità e l’invenzione, la libertà e il limite. Quando pensiamo lo spazio scenico, queste ambiguità non si possono eliminare. La skenè è originariamente la tenda che circoscrive e qualifica uno spazio naturale, toccato dall’incontro tra uomini e dei. Si tratta di un luogo anteriore all’istituzione del teatro come luogo del fare e vedere spettacoli. La scena è il luogo di un fare comune che ritorna nel teatro per metterlo in relazione con le feste campestri e la rappresentazione dei miti, evocando eventi e valori che lo hanno preceduto e lo fondano come istituzione della città. Ma le etimologie hanno un valore relativo. Comunque, lo spazio scenico designa la coscienza di uno stato anteriore, una scoperta che non può essere rovesciata e materializzata come imitazione di cose note e riconoscibili, ed è in realtà l’apparizione di un percorso di conoscenza che si rende visibile. La scena è un percorso di conoscenza, una scelta che taglia la totalità del visibile, e mette in relazione il tempo del teatro con dimensioni anteriori. Con il lavoro che lo ha preparato, con il mondo in cui il teatro si realizza, con i soggetti che lo hanno pensato prima di esporsi al rischio e all’incontro dello spettacolo. La macchina scenica è la costruzione di corpi e oggetti, stazioni e direzioni destinate a segnare l’esperienza dell’azione e dello sguardo. Il luogo su cui interviene la scena può essere un luogo naturale e storico, carico di memoria concreta. Può essere il luogo , archeologico, storico, e naturale che è divenuto lo spazio vuoto e virtuale del teatro. Nel tempo delle macchine cinematografiche, la scena restituisce alla stanza visiva limiti e dilemmi, riscopre la fatica del vedere, il campo in cui il pensiero e la materia si allontanano e si incontrano in altre forme e figure.
– Raimondo Guarino

Crisalide 1996 si concluse con un incontro, aperto al pubblico, delle compagnie invitate alla rassegna. Le riflessioni allora scaturite sono state approfondite nei mesi successivi. Pensando all’edizione di Crisalide 1997, abbiamo a lungo ragionato circa il valore d’uso del termine “visibilità”. Questo concetto organizzativo variamente interpretato in Italia in questi ultimi anni, ha animato gli sforzi di numerosi attori istituzionali e non, e prodotto risultati di indubbia importanza. Su di esso sono state costruite intere rassegne.
Crediamo che non sia più tempo “della priorità del vedere o del farsi vedere”,
nè di cercare perle nel mare delle intenzioni teatrali. Qualche cosa ci ha chiamati altrove, a predisporre i nostri strumenti e le nostre convinzioni per creare un ponte di esperienze che possa consentire nuove libertà a realtà teatrali nascenti o consolidate. Nella pratica, questo concetto si traduce in una diversa strutturazione della rassegna. Le giornate dal 29 luglio al 1° agosto saranno dedicate ad un seminario di studio condotto da Thierry Salmon (regia), Renata Molinari (drammaturgia), Enrico Bagnoli (illuminotecnica), Patrizia Saive (scenografia). Con attenzione essoterica al ristretto numero dei partecipanti, verrà affrontato il concetto di “spazio scenico” come elemento drammaturgico autonomo. L’operare di di tale concetto, nella poetica e nella estetica, ai vari livelli della creazione teatrale, costituirà il principale problema conoscitivo negli incontri di studio, ai quali parteciperanno sei compagnie di teatro (due componenti per compagnia). Il seminario sarà seguito da due giorni di incontro, aperti al pubblico: sabato 2 e domenica 3 agosto. La riflessione partita dalle giornate di studio, e fondata sul carattere artisticamente determinante della concezione dello spazio nella rappresentazione, costituirà la tematica di scambio, di confronto di pensiero e di esperienza, all’interno di uno spazio-tempo. Queste due giornate saranno coordinate dal Professor Raimondo Guarino Docente di Storia dello spettacolo al DAMS di Bologna. Saranno presenti Thierry Salmon, Renata Molinari, Patrizia Saive, Enrico Bagnoli.

Thierry Salmon, Patricia Saive
Renata Molinari, Enrico Bagnoli
Lo spazio scenico
Marcido Marcidorjs
Famosa Mimosa
Happy days in Marcido’s field
Anton Roca
Verba Volant, del linguaggio e della diversità

Teatrino Clandestino
Fanny & Alexander
Sinfonia majakovskiana
Teatrino Clandestino
L’idealista magico
Teatro Reon
Poemetto assassino