2004
undicesima edizione
Bertinoro – Forlì
30 settembre, 1 – 2 – 3 ottobre
Il festival Crisalide, nato nel 1994 per volontà di Masque teatro, intendeva convocare, in un luogo definito, delle prassi creative e umane interessanti, favorendo nel contempo un loro incontro, nell’intento di consentire occasioni di maturazione e mutamenti anche nelle prospettive del lavoro. Far crescere il festival ha significato nei primi anni e significa anche oggi, nello stesso modo, indagare il rapporto tra l’artista e l’investimento delle proprie risorse in un ambito progettuale e organizzativo che per essere considerato “proprio”, richiede di essere esperito in tutti i suoi aspetti, fino in fondo. Quello che Crisalide si è impegnata a promuovere in ambito teatrale è stato soprattutto un modello culturale, e questo non soltanto con dichiarazioni di intenti e manifesti, ma con una pratica rivolta ai propri fruitori. Pensare ed attuare l’idea di un seminario di studio che consentisse ad un numero di artisti di teatro ospitati dal festival, (impegno che non è mai venuto meno anche quando le difficoltà economiche lo hanno reso più difficile da sostenere), e ad altri artisti, di entrare in contatto diretto con il processo creativo di importanti figure del teatro contemporaneo ha avuto avuto in primo luogo il significato di creare un ambito percettivo non generico e ben direzionato, mantenuto dalla costante attenzione a creare le condizioni perché il punto di vista fosse sgombro da preoccupazioni contingenti. Il compito assoluto con cui crisalide si è confrontata e si confronta è quello di poter comprendere nella sua forma, la sua stessa esperienza, e questo al di là, o per tramite, degli argomenti particolari che ne hanno costituito ben più di un appiglio semantico. Epoché è la sospensione dell’assenso sull’esistenza del mondo, che serve a negare ogni falsa realtà esatta e naturale, ottenuta con un’astrazione; in questo modo il mondo artificiale risulta annientato da un vissuto autentico. Mettere fra parentesi tutto ciò che non è vivo.
“Tacciono le voci del concetto, favorendo una nuova consapevolezza dell’io, adesso non più smarrito fra le cose del mondo e le parole ordinarie. L’epoché non trasforma il mondo, ma impedisce di considerarlo un orizzonte precostituito dell’essere. Tout se défait, tout s’eloigne”
– Yves Bonnefoy
Masque teatro
Redrick Schuhart, 31 anni
Ooff.Ouro
Climax project. Epigenesi
Teatro Valdoca
Paesaggio con fratello rotto
Agar
Oth – prima di Monocore
Luigi Coppola
In-trattenimento. Antefatto all’esodo in caso di panico

