2008
quindicesima edizione
Forlì
18-26 ottobre
Perché esiste Crisalide. Apertura di spazi di esperienza, ricerca di nuove proposte di senso? All’inizio pensavo il teatro, lo immaginavo. Ne sentivo le pieghe. Non era un luogo reale, era lo stampo dei nostri desideri. Il teatro era un paesaggio assai vasto, percorso da fiumi, un deserto, alte vette e precipizi, una voragine che accoglieva tutta la nostra possibilità di immaginare la visione e il pensiero. Pensiero-occhio fu la sintesi di questa ricerca, di un sogno. I love theatre. Qualcosa è cambiato. Il paesaggio che offriamo ora al visitatore è la somma di luoghi scarnificati, grandi fori, tane, piani di cruda immanenza, attraversati da volti. La messa in gioco dell’esistere perennemente perseguita, sul crinale di una condizione non precisa, quasi sbiadita. Perché? Perché Bartleby = Tetsuo. Cede il passo a dei divenire che trovano, nella loro ridefinizione costante, nel loro progettare in continuo la propria incessante parzialità, la consistenza del mutante. Che cosa c’è di irriducibile nella tua visione del mondo? Crisalide è al tempo stesso un luogo di discussione e di azione e quindi di sospensione. La scelta di individuare figure che potessero accompagnare il lavoro di alcuni degli artisti invitati trova la sua giustificazione nel desiderio di intersecare piani diversi di approcccio al fare-performativo e al fare-pensiero. In questo percorso Gilles Deleuze rimane il faro, il suo pensiero lo stimolo, la sua arte lo strumento. Perché l’invito” ad abbandonare la punteggiatura” mi sembra accecante, perché il giacere nel vuoto, prima della caduta è la condizione che vorrei cogliere nell’atto, perché il teatro non esiste più.
– Lorenzo Bazzocchi
Cristina Rizzo
Jungle In. Divagazioni corporali in una stanza vuota
Cristina Rizzo, Lucia Amara
Atto secondo: dialogo sulla scrittura
Masque teatro
HEAD VI
Raimondo Guarino
Corpo / Immagine 1. Las hilanderas
Sonia Brunelli
NN
Hotel Nuclear
“end game…”
Alessandra Cristiani
Geynest under gore
Zapruder filmmakersgroup
Pletora. Il dono
Daimon XXX. (Trente)
Snejanka Mihaylova
Teatro del futuro
Il luogo vuoto dell’amore
Ubaldo Fadini
Cartografie dell’affettività. A proposito dell’arte in Gilles Deleuze
Invernomuto
Amy O’Neill
Ottaven
Davide Savorani
Seconda Fondazione
Silvia Fanti
Fabio Acca
Village Oblivia
Motus, Altre velocità
Dialogo
Motus
Ics. Note per un film

